|

Presentazione
___________________
La scuola di
televisione "Nanni Loy" nasce con la finalità di far
acquisire a docenti e operatori culturali le conoscenze e
le competenze per la conduzione di laboratori con i
ragazzi nell’ambito della scuola o in comunità educative e
promuovere nel contempo una sperimentazione a base
territoriale di un progetto di educazione ai media
cinetelevisivi con il coinvolgimento delle scuole
elementari, medie e superiori.
Pertanto la scuola
"Nanni Loy" rappresenta una prima esperienza sia di
strutturazione di un corso di studi regolari per docenti,
invitati ad acquisire attraverso la pratica di laboratorio
le strategie linguistiche del cinema e della televisione,
sia un momento di verifica sul campo con gli alunni di un
itinerario formativo da realizzare all’interno di scuole
collegate in continuità.
Mediante sottoscrizione
di apposito Protocollo di Intesa,
l’iniziativa si avvale dell’apporto sinergico di
Istituzioni pubbliche, quali la Direzione Generale
Scolastica Regionale, il Comune di Napoli, la scuola media
"Verga", ed Enti del privato sociale, come l’Istituto di
Didattica della Comunicazione.
La Scuola "Nanni Loy" è
sostenuta dal fattivo contributo del Ministero dei Beni e
delle Attività culturali e della Regione Campania – Centro
di Documentazione anticamorra.
Fine ultimo è, da una
parte, quello di fornire alle nuove generazioni
uno strumento potente di espressione creativa e
comunicazione che li inserisca da protagonisti
nell’ambito di una società tecnologicamente avanzata e,
dall’altra, quello di far acquisire ai ragazzi
capacità di analisi critica dei messaggi televisivi.
Il valore culturale
dell’iniziativa risiede dunque nell’intento, oggi
realistico, di ribaltare la condizione di totale
dipendenza dal flusso verticale di comunicazione dei
network e di attuare in concreto la comunicazione
orizzontale da ragazzo a ragazzi,
secondo il modello di Internet.
La tecnologia muove
inequivocabilmente in questa direzione, nel momento in cui
dà a ciascuno di noi gli strumenti per farsi produttore ed
emittente di messaggi multimediali, frantumando il
monopolio comunicazionale dei network.
La pratica del cinema e
della televisione offre inoltre ulteriori opportunità
educative. Essa si è dimostrata nel concreto delle
esperienze fin qui realizzate una strategia
efficacissima contro la dispersione scolastica.
In effetti, molti
alunni che presentano disorientamento in ordine ai
processi motivazionali e altri che hanno difficoltà nel
linguaggio verbale individuano nell’ambito del linguaggio
iconico, proprio della comunicazione cinetelevisiva, una
dimensione all’interno della quale si fanno protagonisti
di processi autoeducativi, con possibilità di educazione
linguistica informale.
Per fare televisione,
infatti, occorre progettare, scrivere testi e didascalie,
scegliere le espressioni più adatte, calcolare tempi,
organizzare gli spazi … insomma costruire una struttura
comunicazionale su diversi piani, articolati e complessi,
ma sempre divertenti.
La pratica della
videoproduzione dà la possibilità di sperimentare il
divertimento che nasce dall’impegno sia intellettivo che
manuale: c’è qui spazio per attitudini diverse, ma anche
la possibilità, data la collocazione scolastica e non
professionale dell’esperienza, per mettersi alla prova in
ruoli e compiti differenti per sperimentare e verificare
le proprie capacità, perché tutti possono fare tutto.
La prospettiva è quella
di una sempre maggiore diffusione nella scuola della
comunicazione televisiva, non solo come sussidio didattico
e di documentazione della vita della scuola,
ma proprio come mezzo di espressione e comunicazione e strumento
di esplorazione della realtà, anche nei suoi
aspetti storici, artistici e culturali.
La tendenza in atto ci
è testimoniata dal Piano Nazionale per la Promozione del
Linguaggio Cinetelevisivo nella scuola a cura degli IRRE
regionali e del progetto nazionale TV ON LINE; iniziative
queste che hanno visto il coinvolgimento attivo
dell’Istituto di Didattica della Comunicazione.
Attraverso lo studio
del linguaggio iconico i docenti a loro volta potranno
offrire nelle scuole di appartenenza l’opportunità ai
ragazzi di appropriarsi di conoscenze e abilità tecniche
accanto a competenze linguistiche "non perché tutti
siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo",
perché attraverso la formulazione del proprio pensiero con
strumenti tecnologici il ragazzo possa farsi
produttore di cultura, portando nei video il
proprio vissuto, le emozioni e il pensiero del suo mondo
interiore.
Lo scopo è inoltre
quello di sperimentare in concreto che la cooperazione è
conveniente e produttiva, tutt’altro che lesiva della
individualità: non si fa televisione da soli, ciascuno è
chiamato come in tutte le attività finalizzate a dare il
proprio contributo per il raggiungimento dell’obiettivo
condiviso.
L’attività
L’attività didattica è
primariamente finalizzata all’attuazione, negli istituti
di appartenenza dei docenti partecipanti ai corsi biennali
di studio, di un piano di formazione degli
alunni, in continuità dalle scuole elementari
alle superiori, realizzato attraverso laboratori
di pratica della videocomunicazione, coordinati
in base ad un organico progetto formativo.
La scuola Nanni Loy,
inoltre, organizza stages, seminari
e corsi intensivi di formazione e aggiornamento
professionale, anche in sedi diverse, al fine di
diffondere in modo proficuo ed esteso le competenze
linguistiche della comunicazione cinetelevisiva.
Tematiche trattate nei
corsi
Aspetti pedagogici
nella Didattica del Cinema e della Televisione nella
Scuola
L’immagine come
rappresentazione della realtà. Storia del Cinema e della
Televisione
La messa in quadro:
principi di composizione
I movimenti della
macchina da presa
Il montaggio
Principi di
illuminotecnica
Il linguaggio del
colore
La post-produzione: il
Sonoro
La scrittura: dall’idea
allo story board
La messa in scena: la
regia
Al termine dei Corsi è
prevista la certificazione delle competenze attraverso
colloquio valutativo con rilascio di "Patente Karl Popper
di media educator".
Il Metodo
La scuola di
televisione Nanni Loy attua una didattica a
carattere laboratoriale: "il cinema si impara a
bottega" – ci insegnava Nanni Loy.
Il laboratorio come
metodo è fondato su quell’apprendimento esperienziale che
vede i ragazzi reali protagonisti del processo formativo,
guidato da un docente che, senza titolarità alcuna sui
contenuti, è impegnato a stimolare la loro riflessione e
la loro ricerca.
E’ proprio la didattica
laboratoriale che consente ai ragazzi a disagio nella
scuola tradizionale di separare l’idea di scuola da quella
di controllo e censura, recuperandola a quella di luogo
delle opportunità per acquisizione di competenze.
Infatti tutti i ragazzi
temono l’errore, mentre amano l’esplorazione e la ricerca
di soluzioni.
Nel fare televisione
diventano seri e talvolta rigorosi, maturando così
comportamenti di autocontrollo, primo gradino per il
raggiungimento della auto-nomia, intesa come capacità di
darsi delle regole e di rispettarle.
E’ dunque il
laboratorio un luogo e un metodo per l’apprendimento ed
allora la Scuola di Televisione Nanni Loy ritiene
imprescindibile, per diffondere in modo capillare queste
competenze, far percorrere innanzitutto agli insegnanti
tutte le fasi del percorso formativo, sperimentandone
difficoltà e piacevolezze, perché possano poi con
consapevolezza proporre l’itinerario ai più giovani.
I docenti
Mentre gli incontri
sugli aspetti pedagogici della Didattica del cinema e
della televisione sono curati dal dr.Vincenzo Rosati
Tarulli e dal prof. Nicola Rizzuti, le lezioni di
laboratorio sono coordinate e dirette dal prof. Pasquale
Renza, docente di linguaggio per il Cinema e la
Televisione, che potrà avvalersi del contributi di
insegnanti ed esperti delle Università della Campania,
della Scuola Nazionale di Cinema di Roma, della casa di
produzione cinematografica River film di Roma, della RAI e
dell’Accademia di Belle arti di Napoli nonché di
personalità del mondo del cinema e della televisione.
Il comitato
Tecnico-Scientifico
Le scelte didattiche
della Scuola di Televisione Nanni Loy sono operate dal
Comitato scientifico dell’Istituto di Didattica della
Comunicazione.
Esso è presieduto dalla
sig.ra Elvira Carteny Loy, autrice televisiva in RAI,
affiancata dal dr. Vincenzo Rosati Tarulli della Direzione
Generale Scolastica Regionale, dal prof. Nicola Rizzuti,
docente Sicsi presso la Facoltà di Lettere dell’Università
Federico II di Napoli, dal prof. Demetrio Salvi, critico
cinematografico e vicedirettore della rivista Sentieri
selvaggi e dal prof. Pasquale Renza, direttore
dell’Istituto di Didattica della Comunicazione e fondatore
e direttore della scuola "Nanni Loy".
Il Comitato con voto
unanime può deliberare la cooptazione di personalità del
mondo della formazione, dello spettacolo e della cultura
per una sempre più proficua integrazione delle sue
competenze.
Fanno parte di diritto
del Comitato Tecnico-scientifico i Titolari degli Enti
firmatari del Protocollo di Intesa istitutivo della Scuola
di Televisione "Nanni Loy":
l'Assesore
all'Educazione del Comune di Napoli;
il Direttore Generale
Scolastico Regionale;
il Dirigente Scolastico
della scuola ospitante i corsi.
|